Jacopo Da Balsamo


Giovannino De GrassiL’anno di nascita non è certo e le scarse informazioni riguardanti la sua carriera sono recuperabili negli annali della fabbrica del duomo di Milano presso cui dal 1391 lavorò come scultore e architetto, mettendosi in evidenza sia con il rilievo intitolato La Samaritana al pozzo sia con progettazione di capitelli, pinnacoli, falconature e intagli marmorei per i finestroni del duomo.

Oltre alle attività di scultore e architetto, svolse proficuamente anche quelle di pittore, disegnatore e miniaturista, che lo resero ancora più noto.

Dal 1370 illustrò circa 50 fogli dell’Offiziolo di Gian Galeazzo Visconti con scene di paesaggi fiabeschi e immagini naturalistiche, l’opera è attualmente custodita alla Biblioteca Nazionale di Firenze.

In particolar modo le sue miniature, caratterizzate da uno spirito acuto di indagine dei temi risolti con una dose di realismo, e da una libera invenzione di forme eleganti, indicano in De’ Grassi uno dei precursori del Gotico internazionale.[1]

Anche nel suo Taccuino dei disegni, custodito presso la Biblioteca Angelo Mai di Bergamo, che è considerato l’esempio più importante di arte tardo gotica italiana, dominano scene di attività quotidiane, animali e immagini della natura. Realizzato verso la fine del XIV secolo presso la corte Viscontea comprende 77 disegni e 24 lettere miniate dell’alfabeto e viene considerato anticipatore dei lavori di Fabriano, del Pisanelloe dei maestri franco-fiamminghi.

Tra le altre miniature importanti, a lui vengono attribuite la pregevole Historia Plantarum (Biblioteca Casanatense, Roma) ed il Beroldo.

La sua attività di pittore non è definita in modo certo, ma in qualunque caso i critici d’arte gli assegnano, tra gli altri, l’affresco dell’Assunta in S.Marco a Milano, le Storie di S.Caterina nella ex chiesa di S.Lorenzo aPiacenza.